2 Giugno: Festa della Repubblica

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Sono già passati 78 anni da quando gli uomini e le donne, dell’Italia che conosciamo oggi, decisero di riscrivere la loro storia. Una storia che coincide con la nostra vita e la nostra libertà ma anche in quei valori e sentimenti che oggi ci devono contraddistinguere e diventare nostri, perché, recitando un vecchio adagio, mi piace ripetere che “…una generazione che ignora la storia, non potrà avere un futuro…”.
02 Giugno 1946 si inizia parlando di vero suffragio universale e libertà di voto.
Infatti, per la prima volta in Italia anche le donne possono votare. La maggior parte degli italiani e delle italiane vuole scegliere un sistema di governo repubblicano parlamentare designando la fine della monarchia, ma soprattutto la fine del totalitarismo e della dittatura. Vi è l’intenzione di avere una società basata sul lavoro, per una futura ricostruzione, e di vivere in una comunità basata sull’importanza della famiglia e della pace. L’Italia, prima di tutto, diventa storia di libertà.
Tutto ciò che, nel frattempo, è successo fa parte di noi, della nostra società e della nostra storia: un pensiero che auspica una giustizia giusta, meno burocrazia e un sistema fiscale equo, senza minare ciò che più democratico esista: la democrazia repubblicana.
L’invito che rivolgiamo a tutti voi è quello di non smarrire mai quest’impegno, questo spirito e quella voglia di fare, che ha contraddistinto santi, poeti e navigatori protagonisti della nostra bella e grande Italia!

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La Costituzione Italiana è legge fondamentale del nostro Stato che sancisce le regole della vita sociale e le norme dell’ordinamento dello Stato. La Costituzione Italiana, che quest’anno compie 76 anni, è la migliore legge italiana mai scritta, frutto della mediazione di coloro che divisi su tutto hanno saputo trovare la “quadratura del cerchio”, chiedendo per l’Italia semplicemente la pace, con la fine delle ostilità e più dignità per l’uomo e soprattutto per la donna, contro le ingiustizie e contro l’oppressione e per un futuro migliore, quel futuro di allora che oggi coincide con il nostro presente: siano, oggi, le differenze ad essere fonte di ricchezza e non motivo di divisione.

La Costituzione non è nata dalle aule parlamentari ma, prima, in ogni luogo dove vi è stata una battaglia, in ogni carcere dove ogni partigiano è stato imprigionato, in ogni campo di concentramento dove ogni cittadino è stato internato, in ogni Città alla quale è stata riconosciuta una medaglia al valor militare, e dove le aule parlamentari, dopo, sono state la conseguenza democratica di un futuro di pace e libertà. Però è necessario domandarsi, oggi, come un giovane può sentire propria la Costituzione e cosa si può fare per far sentire quei diritti, frutto di Resistenza e lotta, come qualcosa di non scontato, proprio in una stagione dove le nuove generazioni hanno bisogno di sempre più esempi che di rimproveri. Alcuni suggerimenti sono scritti sulla Costituzione della quale non si chiede di impararla a memoria, ma di iniziare a viverla!

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