Gettone consiliare tra legge e dignità

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MunicipioNel cuore della vita democratica locale ci sono donne e uomini che, dopo una competizione elettorale, siedono negli scranni del consiglio comunale. Sono i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, eletti direttamente dai cittadini. Il loro compito è dare voce alla comunità, tradurre bisogni e aspettative in atti concreti e vigilare sulla correttezza dell’azione amministrativa.

Quando partecipano a una seduta di consiglio o di commissione, percepiscono un gettone di presenza per legge. In altri casi – come riunioni informali, partecipazione ad eventi istituzionali, incontri politici, appuntamenti con cittadini o imprese, visite agli uffici – questo non è previsto.

Fino al 2008 gli importi di questi compensi sono stati fissati per competenza da delibere comunali. Poi è arrivato il Decreto legge 112 del 2008.

Questo provvedimento ha segnato un passaggio decisivo: ha infatti “cristallizzato” gli importi, impedendo da allora a qualsiasi amministrazione locale di aumentarli o diminuirli. In altre parole, gli importi sono stati congelati. Quella scelta, con il tempo, è diventata un principio inderogabile.

La Corte dei Conti lo ha ribadito più volte e lo ha confermato anche di recente. L’ultima deliberazione, la n. 103 del 16 maggio 2025, ha fatto chiarezza per tutto il Veneto. Di conseguenza, ogni amministrazione che dal 2008 in poi ha modificato gli importi deve oggi riportarli al valore fissato prima dell’entrata in vigore del decreto.

A Chioggia questo percorso si è tradotto in una decisione precisa, e seguita dal sottoscritto fin dall’inizio.

Con l’ultimo Consiglio comunale del 21/08/25 è stata approvata una delibera che ha riportato l’importo al valore definito nel 2006, e cioè pari a 66,37 euro.

In questa occasione, il Consiglio comunale ha dovuto sostituire con delibera la determina del Segretario comunale n. 811 del 2022 (che aveva ingiustamente ridotto il gettone a € 35,78) così come indicato dalla Corte dei Conti.

Come Presidente del Consiglio comunale ho sentito il dovere di garantire la corretta applicazione della norma. Il riferimento è chiaro: il TUEL, il D.L. 112/2008 e la delibera 103/2025 della Corte dei Conti veneta.

Possiamo definirla una delibera “nomofilattica”. Non un atto propriamente politico, ma un atto di legalità e di rispetto della normativa e della dignità dei colleghi consiglieri. Si è trattato semplicemente di ripristinare ciò che la legge aveva già stabilito. Era necessario mettere ordine e chiarezza.

Questa decisione vale ben oltre i confini di Chioggia. Perché se la democrazia ha un costo, esso non è certo l’euro del Consigliere. La dignità di chi, ogni giorno, la rappresenta nei nostri consigli comunali ha un’importanza che va valorizzata.

Per approfondimento, leggi l’articolo di stampa: https://www.chioggianotizie.it/cronaca/2025/08/22/news/tornano-i-gettoni-ai-consiglieri-371848