Martedi 27 Ottobre 2026 ore 19.30 presso la sala di Hotel Park in Lungomare Adriatico, 74 a Sottomarina-Chioggia VE verrà presentato il libro di Ettore Beggiato, “1866: la grande truffa. Il Plebiscito di annessione del Veneto all’Italia“
Il 1866 rappresenta una delle date più importanti della storia del Veneto e, insieme, della costruzione dell’Italia unita. A 160 anni dai risultati del plebiscito (27 Ottobre 1866 – 27 Ottobre 2026) che sancì l’unione delle province venete e di Mantova al Regno d’Italia, l’occasione può essere anzitutto un momento per riscoprire e valorizzare una pagina fondamentale della nostra storia nazionale. Il dibattito storico sul 1866 è ampio e, come accade per molti passaggi del Risorgimento, non mancano interpretazioni differenti. Anche il plebiscito veneto è stato oggetto di letture diverse, alcune delle quali ne hanno sottolineato i limiti, le modalità di svolgimento e il particolare contesto politico e militare nel quale si svolse.
Anche le opere più critiche verso il plebiscito possono avere un loro valore: contribuiscono a porre domande, a conservare documenti e testimonianze e a stimolare la discussione. La storia, infatti, non ha bisogno di essere semplificata per essere celebrata. Al contrario, può essere conosciuta nelle sue luci e nelle sue ombre proprio per comprendere meglio il significato delle scelte compiute allora.
Quale migliore occasione, quella di incontrare Ettore Beggiato, autore del libro “1866: la grande truffa. Il Plebiscito di annessione del Veneto all’Italia” al convegno organizzato da Forza Italia Chioggia “IDENTITA’ VIOLATA – Veneto 1866: Storia di un’annessione“. Martedi 27 Ottobre 2026 ore 19.30 presso la sala di Hotel Park in Lungomare Adriatico, 74 a Sottomarina-Chioggia VE.
Il processo di unificazione non fu semplice né lineare. Fu il risultato di guerre, iniziative diplomatiche, movimenti politici e partecipazione popolare. La stessa storiografia contemporanea invita a considerare i plebisciti non soltanto come strumenti istituzionali dell’unificazione, ma anche come momenti di partecipazione politica di massa e di formazione di una nuova coscienza nazionale.
Per questo una ricorrenza del 1866 dovrebbe essere innanzitutto un’occasione culturale: per studiare, conoscere, discutere e ricordare, sicuramente non per riaprire contrapposizioni politiche, piuttosto, dopo oltre un secolo e mezzo, per riscoprire quelle radici comuni che un po’ alla volta si stanno perdendo.
Il 3 ottobre 1866, con il trattato di Vienna, l’Austria cedette il Veneto alla Francia, che a sua volta lo trasferì al Regno d’Italia, prevedendo il consenso delle popolazioni attraverso una consultazione. Il 21 e 22 ottobre i cittadini furono chiamati a esprimersi sulla proposta di unirsi al Regno d’Italia sotto la monarchia costituzionale di Vittorio Emanuele II. Al di là delle cifre e delle discussioni sulle procedure, quel voto si inseriva in un processo molto più lungo, che aveva coinvolto il Veneto già nel 1848-49 e che aveva visto, negli anni precedenti, crescere nella regione le aspirazioni legate all’idea nazionale italiana. La storia del Veneto risorgimentale, del resto, non può essere raccontata soltanto attraverso il plebiscito del 1866. È una storia fatta di patrioti, volontari, intellettuali, cittadini e combattenti che parteciparono, in modi diversi, al processo di unificazione. Tra questi vi furono anche molti veneti che presero parte alle campagne risorgimentali e alla spedizione dei Mille, contribuendo alla costruzione di quell’idea di Italia che nel 1866 trovò finalmente il proprio compimento anche nella nostra regione.
A distanza di tanti anni, il modo migliore per ricordare il 1866 può essere dunque quello di guardare a quella vicenda con rispetto storico e con spirito inclusivo.
Il Veneto ha una grande storia. E il 1866 è una parte importante della storia italiana del Veneto, così come il Veneto è una parte importante della storia dell’Italia unita.